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05/05/2026
Regine in scena alla Reggia di Venaria: il costume come linguaggio della regalità
Regine in scena alla Reggia di Venaria: il costume come linguaggio della regalità
Venaria Reale, 5 maggio 2026 – In Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro, alla Reggia di Venaria, la regalità prende forma attraverso il costume, tra epoche, linguaggi e immaginari. A sostenerla, in un dialogo silenzioso ma essenziale, sono 31 busti Bonaveri, realizzati appositamente per l’esposizione in una palette di finiture metallizzate – argento, oro e bronzo.
Curata da Massimo Cantini Parrini, tra i più autorevoli interpreti contemporanei del costume, con Clara Goria, storica d’arte e responsabile del Centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, la mostra riunisce trentuno abiti che hanno definito l’immagine delle regine nello spettacolo, articolandosi in tre nuclei — mito, storia e fantasia. Un percorso che attraversa cinema, teatro, opera lirica e produzioni televisive, costruendo un dialogo continuo tra epoche e linguaggi.
Emergono figure iconiche della regalità scenica: dalla Maria Antonietta interpretata da Kirsten Dunst nel film di Sofia Coppola alla Medea di Pier Paolo Pasolini incarnata da Maria Callas, fino alle visioni contemporanee come la Regina di Selvascura ne Il racconto dei racconti di Matteo Garrone. I costumi, firmati da grandi costumisti e realizzati da storiche sartorie italiane, provengono da importanti archivi e collezioni museali, tra cui le Gallerie degli Uffizi – Museo della Moda e del Costume di Firenze.
In questo contesto,i busti Bonaveri non sono semplici supporti, ma strumenti di misura e interpretazione: permettono al costume di esprimersi nella sua forma più autentica, esaltandone struttura, proporzione e gesto. Le superfici metallizzate dialogano con il progetto curatoriale della mostra, dove oro, argento e bronzo diventano codici visivi della regalità, scandendo il percorso espositivo: fantasia in argento, mito in bronzo, storia in oro.
Realizzati secondo una tradizione che unisce artigianalità e ricerca formale, i busti conservano un carattere senza tempo e sono pensati per accogliere abiti di epoche e linguaggi differenti, adattandosi con precisione alle esigenze museali e sartoriali.
Alla Reggia di Venaria, questo equilibrio si traduce in una presenza che non impone, ma rivela: lascia che sia il costume a parlare, e la regalità a emergere. La collaborazione si inserisce nella lunga relazione tra Bonaveri e il mondo del costume e delle istituzioni culturali, una storia che affonda le sue radici nel 1953, quando Romano Bonaveri trasformò una pratica artigianale in una visione: dare forma al corpo come strumento di racconto, al servizio dell’abito e della sua memoria.

Fino al 6 settembre 2026, 31 busti Atelier Bonaveri in finiture metallizzate – argento, oro e bronzo – accompagnano la mostra Regine in scena alla Reggia di Venaria, sostenendo il racconto dei costumi tra cinema, teatro e opera
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